Oggi
sul torrente Egua in Val Sesia si è consumata l'ennesima lotta tra
uomo e animale.
L'astuzia,
la combattività, il cuore e lo spirito di sopravvivenza del pesce,
contro la tecnica e l'esperienza del pescatore.
In questo mattino di inizio Giugno la temperatura è piuttosto rigida,
il cielo poco nuvoloso, il fiume gonfio,la vegetazione fitta.

Un vecchio amico
mi osserva dall'alto, che per ben due volte
ho provato a conquistare ma che mi ha respinto con terribili bufere,
come volesse dire "non sei ancora pronto".
Comincio la giornata di pesca, il sole inizia ad albeggiare, i monti si
colorano e fanno vedere i loro nevai.
Ecco il primo lancio, l'artificiale che sfreccia nella pozza, il
braccio che diventa un corpo unico con la canna, per carpire la più
piccola vibrazione. Ad un certo punto uno strattone il cimino punta
verso l' acqua, il cuore aumenta le pulsazioni, ma la ragione vince
sul nervosismo ed ecco affiorare un salmerino di fonte, dalla
livrea unica anche se la foto non gli rende giustizia.
Le catture si susseguono,
un altro salmerino nel carniere. Il morale
è
alle stelle, ma niente è pari a quello che mi sta per
capitare. Arrivo ad
una vecchia costruzione tipica Walser.

Guardo nel fiume e vedo una lanca, nulla di che, una come tante
altre, ma mi dico "perché no!". Lancio l'esca che non fa in
tempo a roteare due volte su di se, ed eccola, devastante in tutta la sua
rabbia e tenacia, la regina dei fiumi, quella che ci invidiano tutti,
perché unica, niente ti scuote come catturarla, la trota fario, Salmo Trutta, con smeraldi incastonati nella livrea come rubini su
di una
corona.

La giornata finisce presto, 4 ore
per 5 catture, per oggi può bastare.